mercoledì

Lord Henry e me

Tutta la mia vita profondamente condizionata da un uomo.
Non sono in molti a poter vantare una simile sciagura.
Ogni mia scelta è avvenuta per te. Ogni mia violenta tortura auto inflitta, ogni mio amore non corrisposto.
La tua promessa e il tuo tradimento.
Io mi innamoro di persone come te, cerco in altri quel "sì" che tu non mi hai mai concesso.
Ti trovo perfetto nella tua imperfezione, inespugnabile castello, inutile scrigno vuoto chiuso a chiave.
La tua bizzarra eleganza, il tuo egoismo, il tuo narcisismo, il tuo essere scenograficamente barocco. Quel tuo giocare ad essere il migliore, il più bravo. Quella folle gara per cui non sei mai sconfitto, e quando ti accorgi che stai per perdere cambi gioco, e gestisci tu ogni azione, ogni singola mia parola.
Mi costringi a ripetere una storia infinita con sconosciuti. La nostra storia ripetuta in eterno.
Come posso io entrare in competizione con l'amore che prova per se stesso un narcisista? Sono perennemente destinata ad essere la seconda moglie, la seconda scelta, quella sacrificabile.
Eppure è senza fine la voglia matta che ho di te.


martedì

I miei uomini raccontati a mia figlia - il buio #7

Penso che sia stata la storia d'amore più longeva che io abbia mai avuto. In "Pezzi di Vetro"  quando il poeta canta di visitare insieme la notte... Ecco, ho sempre pensato che stesse parlando di noi due.


"Se abbisognassi di qualcuno che annuisca, mi basterebbe la mia ombra", diceva Plutarco sull'amicizia, e sicuramente quando parlo di Buio non intendo un'ombra. Ci si addentrava insieme nell'oscurità dei nostri pensieri cercando di capire, carpire, sviscerare la questione, convincere l'altro dell'errore, arrabbiarsi, ingelosirsi, ridere con amarezza. Un amore buio, non visibile, non confessato, ma nonostante questo impossibile da negare perché fin troppo lampante.
Se sono un tipo notturno lo devo a lui, se sono più sincera nella notte è perché lui lo pretendeva da me, e quando poi negavo la mattina i discorsi trascorsi era solo per poterne ridere assieme.
È stata la prima persona a dirmi che ero divertente, il primo ad apprezzare sinceramente il mio humor nero, il primo a renderlo una mia virtuosa qualità. È il primo che ho amato far ridere, il primo di cui mi è importato davvero far scoppiare in una fragorosa risata.
E io non so come riuscì ad accorgersene, e rimase l'unico in questo, ma scorse la fossetta sul limitar del mento, quella che compare nella mia espressione più birbante, nell'attimo prima di buttare una battuta prorompente e dissacrante delle mie.
Salva e proteggi gli uomini che scorgono, a volte anche prima di te, quei dettagli sacri e immutabili di te stessa.

lunedì

I miei uomini raccontati a mia figlia- Fauno beffato da putti #8

Gershwin incanta, inganna , diverte. Ti strappa nell'ascolto quel sorriso che il più delle volte riesci a trattenere. Conquista quel bacio seduto sull'angolo della bocca, tanto decantato da J. M. Barrie.

Stona totalmente una tale immacolata visione con quella di un fauno berniniano, cattivo, beffardo e beffato, così infantile, così adolescente, e così grande e incombente. 
Ma lui era contraddizione, incoerenza emotiva, follia del sentimento. Era il "Tana! Liberi tutti!" che da bambina attendevo con ansia da dietro il muretto bianco, con le labbra che sapevano di gesso, il cuore che batteva e una paura stupida che mai ho perduto.
C'era una strana tendenza al completarci in modo salvifico e a volte anche distruttivo. 
E c'era una presunzione di fondo, una di quelle farneticanti, per la quale credeva di aver capito molto di me. Ma il non svelarsi mai del tutto agli altri è una ben consolidata strategia delle donne della nostra famiglia. 
La morbidezza e la delicatezza di certi atti, è la cosa che mi manca di più.

La morale, la regola, l'etica sul come agire con lui non posso insegnarle, non avendole mai imparate.
Evita un uomo così finché ne hai la possibilità. Ma se lo trovi sulla tua strada, prendilo sottobraccio, stringilo al tuo fianco e spera di non perdere, lungo il sentiero dorato, questo uomo di latta in cerca del suo cuore.

domenica

Ricordi

E gli diedi un bacio. Di quelli teneri che si danno ai bambini dopo che hanno esaurito il momento del capriccio. Dolce e perentorio: conclusivo.

sabato

I miei uomini raccontati a mia figlia - #6 affinità elettiva

Ogni volta che ripenso a lui mi torna in mente la canzone di De Gregori...
"Ma se i tuoi occhi fossero ciliegie io non ci troverei niente da dire... "
Lui, i suoi occhi da ciliegia e la capacità di rassicurarmi. Per lungo tempo è stato l'unico capace di tranquillizzarmi nei miei momenti di agitazione più ansiosa e funesta.
Sin dal primo giorno in cui ci siamo visti siamo subito entrati in totale sintonia. Due sconosciuti che alle prime battute erano già capaci di concludere l'uno le frasi dell'altra. Non accade spesso. Buttati sempre a capofitto in relazioni così, che non ti sfuggano mai. Ci sono quelle intese al primo sguardo che hanno a che fare con una certa forma di sublime. È quel qualcosa che non ti fa sentire sola nelle notti della vita.
Le lunghe chiacchierate, interminabili, i sorrisi e quel modo di guardarmi e guardare il mondo, mi affascinava e ancora mi affascina.
Certe affinità elettive devono rimanere cristalline. Ho protetto tutto questo senza lasciare che niente lo scalfisse.
... Tuttavia non ho sempre agito così.

mercoledì

I miei uomini raccontati a mia figlia- #5 Il bacio di Hayez

Il quinto uomo di cui ti parlo è in tutto identificabile nel "Bacio" di Francesco Hayez


Cinico, imperscrutabile, terribilmente affascinante, è un uomo che riuscivo a decifrare solo attraverso l'attenta analisi del taglio delle labbra. Come il soggetto maschile del quadro, il fascino era tangibile solo attraverso dettagli brillanti, preziosi, unici. Passavo ore a escogitare battute pur di farmi regalare quel suo sorriso tagliente, raro e acuto. Vincevo, e lo percepivo, quando lo colpivo con una frase e lui semplicemente distoglieva lo sguardo e quasi sconfitto e orgoglioso non riusciva a trattenere quell'inarcare di labbra solo per me. E' un gesto che ormai mi appartiene e io l'ho imparato da lui.

Questo ricorda sempre: impara da chi ami. Rubane i gesti, le parole, i sorrisi, il modo di guardare.
E' questo l'unico modo per averlo tuo, per sempre.

venerdì

"Sei ironica: mi piace"

Una dolcezza autentica, un'innocenza così pura e genuina, quella pacatezza innata, profumata. Questo mi colpisce di te. La libertà sfrontata e la premura  tenera, per me completamente inaspettata.
Così sbarazzino rimani nudo a parlare, alzandoti disinvolto. Ti vesti solo dopo, poi, con lentezza. Non vi è traccia di alcuna fretta in te. E non sono abituata. Davvero mi chiedo cosa aspetti, e poi capisco che vuoi rimanere con me. E non hai fretta. E questo è un regalo prezioso.
"Non ho mai riso così tanto a letto con qualcuno. Sei ironica: mi piace."
Rimango incantata, tu non immagini quanto. Nel mio profumo di pineta, nutro una voglia senza pretese di te.

lunedì

Si conclude la mia estate

Si conclude così la mia estate, splendida e combattiva. Controversa e bellissima. Dolorosa e luminosa. Non cambierei nulla, amerei solo forse un po' di più, o un po' di meno. Sarei un po' più coraggiosa e intraprendente. Ma col senno di poi siamo tutti bravi.
Dopo questa estate ritorna la mia primavera, fresca ed effervescente, sana e diversa... Diversissima, ve l'assicuro!

I miei uomini raccontati a mia figlia- #3 Von Stuck

Il terzo di cui ti parlo è stato un meraviglioso "Cristo deposto" di Von Stuck (e non lo definirò "Pietà" solo perché mi è stato fatto notare che la cosa potrebbe essere tragicamente fraintesa).


Mai vista una schiena di uomo così tanto perfetta. Dalle spalle fino ai fianchi era una linea morbida ed elegante, disegnata in punta di pennello.
Devi rimanere perennemente incantata dagli uomini che apprezzano i tuoi morsi sui loro fianchi. Non privarti mai del piacere di baciare le anche della persona con cui stai per fare l'amore. A maggior ragione se lui è un trentenne dal corpo d'avorio, intagliato dall'esperienza.
L'inganno di due occhi chiari che non si distraevano da me, il trucco di labbra sottili di quelle che non sono state mai in grado di parlare per come io volessi. Il buio aveva avvoltolato ogni cosa: voci, sguardi, mani...assennatezza.
Non è rimasto altro di noi.

mercoledì

Come portare a letto una dalemiana e fare in modo che sembri sia stata una sua idea

Rara tipologia di ragazza. Un motivo ci deve essere ed è l'estinzione a causa della mancanza di un partner alla sua altezza.
Prerequisiti:
  • per poterla conquistare devi penetrare in te stesso, analizzare ogni intima parte di te per essere pienamente certo di non poter in alcun modo essere considerato un veltroniano: la prudenza stagnante, il melenso buonismo, e la mancanza di polso le farebbero da repellente naturale. 
  • ti invito a farti il più presto possibile una maratona de La posta del cuore dove la Guzzanti (che Dio l'abbia in gloria) fa una splendida imitazione di Massimo D'Alema. Imparare la sottile arte dell'ironia con l'uso di tipici intercalari come "diciamo" o "francamente" si rivelerà molto utile.
  • Impara a memoria il Dalemiano del Terzo Segreto di Satira, tenendo comunque sempre conto che vi viene proposto il prototipo maschile della categoria.

Detto ciò, di seguito indicherò in quattro semplici punti i comportamenti da tenere per raggiungere il nostro obiettivo senza timore di insuccesso alcuno.

  1. Puoi aprire il discorso e tentare un primo approccio con una battuta.
    Invitala a fare un giro sulla tua barca a vela, chiarendo, ammiccando, che l'hai in società con amici. Chiedile se le piacciono le Sfide: nome del Cabernet prodotto dal baffin ("che finalmente così può dire di aver fatto il rosso" cit.).
    Ricorda che le dalemiane apprezzano profondamente le stoccate e sono a loro volta sempre armate di arco e frecciatine, pronte all'uso. Non temere di offenderla: piuttosto tieniti pronto a fare la fine di San Sebastiano
  2. Non farla vincere subito né facilmente: è pur sempre di sinistra, non ne sarebbe assolutamente abituata.Questa categoria di donne tende a vivere qualsiasi discussione come una sorta di gara d'intelligenza. Prova profonda soddisfazione a vincere d'astuzia con la classe di Mago Merlino, seppur in cuor suo esulterebbe come Maga Magò. Cercherà di essere sempre un passo e mezzo avanti a te per poter fare scacco: faglielo credere.  
  3. Come proposta di film da vedere evita quelli di Moretti.
    Ironiche sì, ma certe frasi non si perdonano. Ricorda che è un tipo che quando entra nel panico con un uomo (rarissime occasioni), inizia a parlare degli anni di piombo fino ad arrivare alle allegre svolte politiche fino agli anni '90. Quindi se le farai vedere cose tipo lo speciale sulla Guerra del Kosovo di Antonello Piroso la farete vostra. Tuttavia, a pensarci, potrà bastare anche una qualsiasi puntata di Blunotte.
  4. Siate brillanti e acuti, il più possibile.
    Dissimulate se non ne siete capaci. La sprezzatura dovrà essere la vostra principale virtù. Apprezzerà profondamente la finta disinvoltura, per quanto non le sfuggirà che state fingendo. Siate gatti come lei: cadete sempre in piedi e non dubitate mai della intelligenza altrui.

sabato

I miei uomini raccontati a mia figlia - #2 Lord Henry Wotton

Lui sarà sempre un punto fermo.
Nonostante lo conosca da quando avevo quattordici anni e abbia subito e vissuto da allora tutte le delusioni che un uomo inconsapevolmente può provocare in una ragazza poi donna, lui da allora è stato la mia stella dove io continuo a vedere cieli.
Come si può resistere al fascino di Lord Henry de "Il ritratto di Dorian Gray"? Un dandy dai toni pacati ma pungenti, attratto da chi si nasconde approfittando del buio, attratto dallo sbagliato, da tutto ciò che non è ordine. Un uomo dalle frasi ad effetto dette con noia, e dalle banalità rivelate come fosse segreti. I suoi colori, quelli che indossava o che dimostrava di amare, rivelavano le sue grandi, interne, contraddizioni. E ti assicuro che le amavo tutte quelle contraddizioni, tutti quegli errori: epifania di una vita vissuta.
E' sempre un passo avanti, è sempre vincitore di discorsi, e questa è per me una sfida infinita alla conquista della sua attenzione...

Ciò che da lui posso ottenere, del resto, sarà solo curiosità, poiché è una creatura incapace di amore.

Come portarsi a letto un'amante dell'Opera lirica in poche, semplici mosse

Innanzitutto c'è da precisare che l'argomento "Opera lirica" solitamente non esce fuori al primo appuntamento. Potrebbe sembrare uno svantaggio, ma in realtà vi verrà utile sfruttare questa prima fase per capire, orientativamente, che tipo caratteriale è la ragazza in questione (su, forza, è solo un piccolo sforzo...). Poi accadrà che passando davanti ad un manifesto pubblicitario dell'Opera lei rimarrà immobile, piantata al suolo come l'asina di Balaam, sgranando gli occhi come un cervo davanti a dei fari di notte...lì capirete che siete passati alla seconda fase.
Ora, lo so che siete dell'idea che l'Opera lirica sia una forma ben allestita di cura dell'insonnia e che non avete ancora capito la funzione del libretto nell'epoca dei sottotitoli...immagino come ascoltare, guardare il palco e leggere su un foglio sia un'operazione davvero complessa per un uomo.
Tuttavia quello che vi basterà fare sarà solo memorizzare le sei opere più famose e ricordarvi che qualsiasi cosa succeda non dovete MAI citare il Don Giovanni (cerchiamo di evitare clamorosi autogol).
Per farvela facile individuiamo tre categorie di protagoniste:
  1. Le belle e infelici: Violetta de "La Traviata", Cho Cho-san della "Madama Butterfly"e Liù della "Turandot" (pronunciate la "t" finale, per carità di Dio, non è francese!)
  2. Le belle e indipendenti: Mimì e Musetta della "Boheme" (questo è francese)
  3. Le belle e stronzeTosca e Norma delle omonime due opere.
Dunque lei si immobilizza come una statua di sale davanti al palinsesto del teatro. Siate pur certi che le sei opere riportate saranno sicuramente proposte nel manifesto. A questo punto chiederete quale Opera vorrebbe andare a vedere tra quelle sei e in base alla risposta inserirete la candidata in una delle sopracitate categorie e seguirete queste strategie:

 1. Le eroine belle e infelici sono per lo più donne dagli alti valori morali, tuttavia mai capite e soprattutto perennemente sfigate in ambito sentimentale, tendenti come sono a innamorarsi di stronzi.
Cho Cho-san aspetta anni l'uomo che l'aveva palesemente sedotta e abbandonata. Lui torna, alla fine, ma solo per riprendersi il figlio e vivere con la nuova moglie. Cho cho-san per il bene del bambino glielo consegna senza protestare e poi si suicida.
Liù ama segretamente il suo padroncino solo perché un giorno le sorrise. Lui ovviamente manco si ricorda di lei, preso com'è dal conquistare Turandot la stronza. Liù preferisce il suicidio piuttosto che tradire il padrone, il quale passa tempo tre minuti a piangerla per poi tornare a baciare la stronza.
Violetta è Nicole Kidman in Moulin Rouge (che Verdi ci perdoni per questo scempio...). Dopo essere stata pubblicamente sputtanata da Alfredo, l'uomo che ama, lei alla fine lo perdona e si ricongiungono, ma fa tre colpi di tosse e muore di TBC.
Dunque siete evidentemente alle prese con una donna che ha grossi problemi di autostima. Per la serata procuratevi una scorta annuale di fazzoletti, e soprattutto preparatevi a guardarla intensamente e in modo prolungato negli occhi, modulare la voce in un sospiro e al momento giusto dirle: "Noi uomini a volte sappiamo essere davvero ciechi. Non mi lascerò mai sfuggire la mia preziosa [inserire nome della protagonista]" E questa è fatta.

2.  Le eroine belle e indipendenti  come Mimì e Musetta sono il corrispettivo della Mirandolina goldoniana. Sono autonome, hanno un lavoro più o meno rispettabile (Musetta fa la mantenuta, mentre Mimì è ricamatrice di fiori, qualsiasi cosa voglia dire), sono padrone della loro vita, intraprendenti e consapevoli che l'amore è un gioco. Mimì attacca bottone con Rodolfo con la scusa più vecchia del modo: "Oh, non è che c'hai da accendere?", mentre Musetta dispone degli uomini come se fossero bonbon al cioccolato e solo uno sciocco può pensare che Marcello le tenga seriamente testa. E così anche voi dovrete rassegnarvi a questa constatazione: con donne come loro penso che solo l'onestà ripaghi davvero. L'unica dritta più oculata che posso dare è che questa categoria è stranamente attratta dai tipi alla "Ulisse": siate astuti e leggeri.

3. Le eroine belle e stronze...in bocca al lupo. E' oggettivamente inutile mi dilunghi sulla categoria. Se avete beccato una Tosca o una Norma saranno loro a portarvi a letto, dove, quando, e come vogliono, e guai a voi se vi lamentate delle manette troppo strette.

Sogni eloquenti

Avevo commesso un reato, roba piccola, forse un piccolo furto, scappavo con il mio complice. Lui era la mente ed era la trasposizione in un ventisettenne di Biagio, il vagabondo di "Lilli e il Vagabondo" (sempre avuto un debole per quel cane). Saliamo su un tir, lasciando nel parcheggio la nostra macchina, così, per depistare le ricerche. Facciamo un po' di strada, poi lui ferma in tir in una discesa, mi dice che va a piedi a recuperare la macchina e mi lascia lì da sola ad aspettare. Gongolavo nel gabbiotto, mi distendevo e dondolavo in aria le gambe. Mi sentivo una bambina, e me lo dicevo anche, e il gabbiotto diventava sempre più gigantesco, cresceva sempre più ed io ero sempre più piccola davanti a questo sterzo enorme. Ad un certo punto il tir inizia a muoversi, perde il controllo e va giù senza freni verso un incrocio con cantieri aperti e fossi, e macchine. Cerco così di evitare il disastro facendo slalom tra gli ostacoli e infine mi butto dal veicolo. Vengo così salvata dalla gente accorsa, piango e piango senza sosta, faccio la vittima (anche perché avevo il carbone bagnato del reato), non parlo del complice, dico che sono sola e afflitta. Così mi portano in un residence e lì aspetto Biagio. Compare così un gatto grigio nel giardino e capisco che è lui trasformato. Nel sogno so bene che è capace di queste metamorfosi. Gli dico che era scomparso e che mi aveva lasciato nei guai, sono arrabbiata con lui e tentenno ad assecondare il suo incitarmi a riprendere la fuga con lui. In giardino arriva la governante incuriosita dal mio dialogo con il gatto. Lo allontana, inizia una vera e propria caccia in cui io incito la donna a scovarlo: per dispetto. Lui quindi si nasconde la sbeffeggia; poi si secca e si trasforma in un uomo dalla testa di gatto. La donna urla terrorizzata, ma io la convinco che quello che ha visto esiste solo nella sua testa. Che io vedo un gatto normale e solo lei un mostro.

Vedo tanto di me. complice, rea, senza controllo, vittima, dispettosa per vendetta, in difesa di un mostro.

venerdì

I miei uomini (in ordine sparso) raccontati a mia figlia- #1 Paperino

Il primo di cui ti voglio parlare lo chiameremo Paperino
Perché? Sempre incazzato con il mondo, a tratti complottista, un grillino ante litteram, ex militarepasticcione e fin troppo orgoglioso... (via, non giudicarmi, avevo solo 19 anni). Era particolarmente basso e quando camminava sembrava si muovesse a scatti saltellanti, era davvero buffo.
Dopo una serie infinita di tentativi di abbordaggio un giorno mi guardò dritta negli occhi dopo una mia battuta autocritica su una bellezza che non vedevo.
Dunque mi guardò e mi disse: "Non ora, ma tra tre o quattro anni, sboccerai e ti renderai conto di quanto tu sia splendida."
Ecco, può sembrare una cavolata, ma la frase mi incastrò in un sentimento strano.
[Morale: lasciati lusingare dalle parole, ma fermati prima che diventino lacci.]
Fu la prima volta in vita mia in cui rimasi intricata con una persona senza sapere esattamente il perché. Non vi era una sola idea condivisa, eppure stavo bene in sua compagnia. Chiacchieravamo per ore e ore, non ricordo neanche più di cosa.
E' finita come era cominciata. Lentamente scomparvi e il mio problema senese svanì.

sabato

A Marco

Sotto un nido di vespa costruivo un amore senza sangue,
irrorato solo da parole scritte e confidenze letterarie.
Non era pienamente amore: eri così irraggiungibile.


giovedì

da "La Sposa giovane" pp. 120-121

Si alzò anche L., ma non con la stessa pace, non conosceva pace, che io sapessi. Si tirò su e guardò l'ora.
-Cazzo.
-Te ne devi andare?
-Me ne dovevo andare un sacco di tempo fa.
-Te ne sei andata un sacco di tempo fa.
-Non in quel senso, scemo.
-Quando te ne sei andata hai dimenticato un pacchetto di sigarette sul letto, mezzo pieno. Me lo sono portato dietro per mesi. Ogni tanto me ne fumavo una. Poi sono finite.
-Non provarci.
-Non ci sto provando.
-E smettila di ucciderti in questo cazzo di alloggio che sembra la tana di un maniaco.
-Ti chiamo un taxi?
-No, ho la macchina
Si mise la giacca, e nel riflesso di una finestra si diede una risistemata ai capelli. Poi stette un attimo in piedi, a guardarmi, pensavo che stesse decidendo se andarsene con un bacio, ma in realtà stava pensando a un'altra cosa.
-Perchè tutto quel sesso?
-In che senso?
-Nel libro, tutto quel sesso.
-C'è quasi sempre, nei miei libri, il sesso.
-Sì, ma qui è un'ossessione.
-Dici?
-Lo sai.
-Ossessione mi sembra un po' troppo.
-Può darsi. Ma evidentemente c'è qualcosa che ti attira, nello scrivere il sesso.
-Sì. 
-Cosa?
-Che è difficile.
L. si è messa a ridere.
-Cambi mai, eh?
E' l'ultima cosa che ha detto. Se n'è andata senza neanche voltarsi o salutare, era una cosa che faceva anche allora, mi piaceva.

martedì

Confessioni

Ieri notte ho dato il bacio più dolce di sempre. Su una fronte che penso mai più sfiorerò. Accompagnata da una carezza, buttata lì, giusto per rassicurare. Sono belle le carezze, probabilmente più darle che riceverle.

Mi dicono che ho combinato un pasticcio. Ma Rossana rimane la donna perfetta per l'indicibilità di un sentimento mai rivelato. E Cristiano rimane l'unico uomo rimpianto di un amore mai vissuto. L'indicibilità e la non concretezza creano solo fantasmi.

venerdì

La mia primavera

Del resto è dall'inizio di tutto questo che continuo a ripetermi che è la mia primavera: il tempo migliore degli addii.
E quando si inizia a giocare si deve essere anche pronti a smettere il gioco.
Un po' di malinconia,



domenica

Per altri momenti di follia: leggi e non fare cazzate

Sono parentesi in cui ci si rannicchia, ci si chiude senza che altri possano capire.
Sono bolle di nulla, sospese. Sono come quando giochi da bambino sotto le lenzuola e pensi che il mondo fuori sia scomparso.
Sono volte in cui non abbiamo ruoli, non abbiamo nomi o identità. E' la voglia di baciarsi e farlo. E' solo desiderio irrazionale e innocuo.
Sono su una giostra.
Una volta che si dà corda alla emotività, questa va a briglie sciolte. Non ho un controllo.

Una delle mie più grandi paure

Mio nonno era un piccolo imprenditore edile. Aveva la sua piccola azienda e i suoi pochi operai. Non era una persona caratterialmente adatta a questo mestiere. Semplicemente non si faceva rispettare dai committenti e di volta in volta veniva pagato in ritardo...se veniva pagato.
La moglie brontolava spesso questa sua mancanza di polso e ogni volta sperava andasse diversamente. Una sera accadde che la donna vide parcheggiato un camioncino davanti casa. Sapeva che l'ultimo cliente di mio nonno, avrebbe portato loro qualcosa come anticipo immediato di pagamento e si mise in testa che quel camion contenesse cibo e primizie che sarebbero state consegnate l'indomani. La povera donna passò tutta la notte a liberare armadi e dispense per fare spazio a tutta la roba che le sarebbe stata recapitata.
Ma il giorno dopo nessuno bussò alla porta, nessuno si presentò. Il camion se ne ripartì. Non doveva consegnare assolutamente nulla.
Rimaneva solo una sciocca dai vuoti armadi e dalle vane speranze.
Questa è la mia paura. Provare un tale sconforto. Ogni volta che mi viene promesso qualcosa che poi non è mantenuta, ogni qualvolta vivo una aspettativa con tale intensità, mi avvicino a quella sensazione angosciante.
La mia più grande paura è essere quella donna.
Mi sento così totalmente avulsa da vincoli di ogni sorta.
Così padrona e libera, in totale responsabilità. Mi starà, di certo, aiutando la primavera. Ma il torpore provato negli ultimi mesi del 2014 ora sono un lontano ricordo, una condizione talmente lontana da rivelarsi, oggi, completamente a me estranea.

mercoledì

Fino a quanto un sentimento può essere frammentato, sezionato, per essere compreso? E fino a quanto un desiderio, un comportamento istintivo?
Mi impongo di sviscerare questo "qualcosa" alla ricerca di una definizione. Perché si sa, spesso quelle salvano da tante cose: fraintendimenti, delusioni, ferite.

Ciò che mi stupisce è che percepisco in modo assolutamente lucido di avere tutto sotto controllo.
So cosa sono; so cosa voglio; sono insolitamente tranquilla, addirittura sicura, seppur consapevole che non abbia la benché minima idea di dove mi porteranno tutte le scelte fino ad ora fatte.
La preoccupazione scaturita dalla ricerca di una definizione è finalizzata, ormai da giorni, solo al non ferirlo, deluderlo, confonderlo. Lo proteggo dalla mia feroce disinvoltura, anche a costo di sembrare  passiva o stupidamente prudente.

Che assurdo gioco di ruoli che ci siamo scambiati, rimpallati più e più volte, tra certezze e titubanze, tra impulsi e repressione, tra testa e tutto il resto, tra vittima e carnefice.

domenica

p. 128

"In ogni dettaglio, quel che avevo fatto in quelle ore- e ascoltato, e detto, e visto- stava insegnandomi che sono i corpi a dettare la vita- tutto il resto è una conseguenza. Non potevo crederlo, in quel momento, perché come tutti, da giovani, mi aspettavo qualcosa di più complesso, o sofisticato. Ma ora non conosco storia, mia o di altri, che non sia iniziata nella mossa animale di un corpo- un'inclinazione, una ferita, una sghembatura, alle volte un gesto brillante, spesso istinti osceni che vengono da lontano. E' già tutto scritto lì. I pensieri vengono poi, e sono sempre una mappa tardiva, a cui attribuiamo, per convenzione e stanchezza, una qualche precisione."

mercoledì

L'amore con te

E' qualcosa di inaspettato, a tratti dolcemente impertinente, e superlativo in modo inappropriato. I baci si confondono con il tuo profumo e non si riesce a farne a meno. Lo so sin dal primo che non riesco a farne a meno. Le mani e la lingua sono di una delicatezza indecente. Dio, le tue mani. Tocchi la pelle come se suonassi un pianoforte dai tasti d'avorio: sei assolutamente padrone di ogni ottava. E poi il suono della tua voce quando parli e chiedi, è completamente diverso dalla tua voce normale. E' qualcosa di totalizzante, ammaliante: io ho sentito solo quei sussurri per tutto il resto della notte.

E un'altra cosa: in quel marasma lì, in quel "non ci capisco più nulla", sei paurosamente serio..

domenica

21.03

Rops - Temptation

Attraverso mani di una delicatezza a me inedita, e baci totalmente inappropriati, inaspettati, impertinenti, superlativi.
Questa è la soglia della primavera di una vita, appena varcata, con le dovute titubanze, con le fosche paure di un'incognita del tutto personale, totalmente mia.
Come tra spire, avvolta, travolta, stretta, sempre di più.
A ogni giro, a ogni cerchio, ad ogni rincorsa mi allontano da quella che ero.
La sto lasciando. Sto, grazie a Dio, abbandonando un'intera vita passata. Cambia la natura del mio essere, fin nelle vene.
E con aguzzi artigli, che si addicono ai piccoli animali notturni, una parte di me si può anche aggrappare alla necessità di regole, di giustizia, in questo disperato tentativo di imbrigliare, legare a doppio filo, fermare la fisicità incontrollata, il gesto, il desiderio.
E allora si ricerchino regole diverse, non dettate dalla ragione perché si crea solo rimpianto. Si ricerchino regole nei volubili sentimenti, regole instabili e evanescenti, precarie. Si adattino le ossa alla mollezza e l'equilibrio all'intima oscillazione.
Rinasco scardinata, capovolta, salva.




7 marzo

"Per il segno che c'è rimasto, non ripeterci quanto ti spiace, non ci chiedere più com'è andata, tanto lo sai che è una storia sbagliata."

La piccola Antigone scalcia, si dimena. Cerco di farla stare buona, la faccio sedere qui accanto a me. Mi guarda e continua a chiedermi cosa io scelga tra ragione e sentimento, razionalità per fede e rispetto dell'emotività. Lei dice che era una bambina e questo conflitto l'aveva portata alla follia. Le rispondo che ci sono vicina. Mi guarda, piega la testa, mi scruta. Cerca di capire.

Le cose più belle accadono di notte fonda. Niente mi toglierà dalla testa questa verità. Il livello di controllo che si ha sulle emozioni si riduce al minimo, la ragione svanisce e rimane solo il subconscio, nudo. Forse è per questo che i concilii della chiesa ortodossa, si svolgono sempre durante la notte, l'intimità si addice a certi argomenti.

giovedì

Vento

Soffia in quel di Siena, forte, prepotente. Bussa alle finestre, alla porta, mi vuole, mi cerca, insiste. Sbatte contro ogni parete furioso, si insinua in ogni fessura, penetra lì dove avverte un cedimento. Mi rende irrequieta, in un nervosismo di solitudine che avevo dimenticato. Non v'è pericolo alcuno, non vivo in una casa di paglia, non volerebbe niente via. Tuttavia sento il bisogno di protezione da questa entità su cui non ho alcun controllo, e che si rivela essere decisamente più potente di me. Io la credo più potente, io la voglio più travolgente.

sabato

Come portarsi a letto una lettrice di Baricco, passo dopo passo

Nel vasto mondo dell'esistenza femminile, ci si potrebbe facilmente imbattere nella tipologia di ragazze assidue lettrici di Baricco. Se siete davvero insistentemente convinti di doverle portare a letto, ma non avete mai letto un solo testo dell'autore, niente panico: non è detta l'ultima parola.

Innanzitutto una baricchiana si riconosce perché nel giro dei primi cinque minuti del primo appuntamento vi citerà sicuramente Baricco, la sua profondità, la sua intelligenza, la sua bellezza, la sua vanità, il suo fascino, il suo codice fiscale... Trattenete il fiato e non contradditela.
Dovete sapere che esistono tre tipi di baricchiane: 1. quella che ha amato "Castelli di Rabbia", la baricchiana lunatica; 2. quella che preferisce "Oceano Mare", la baricchiana romantica; 3. quella che ha apprezzato "City", la baricchiana intelligente ( per le menti semplici City può risultare impegnativo).

A questo punto la situazione si evolverà nei seguenti modi:

1. Lei vi chiede se avete mai letto Baricco. Rispondete prontamente di sì, che lo seguite da "L'amore è un dardo" e che il vostro romanzo preferito è "Questa storia" (sì, il titolo è così...). La baricchiana media non avrà apprezzato il libro, ma pur di non andare contro il suo idolo non vi criticherà e non chiederà più nulla a riguardo. Così raggiungerete la zona franca.

2. A questo punto voi le chiedete quale romanzo di Baricco preferisce se Castelli di rabbia, Oceano Mare o City (chiedetelo in questo ordine, per pubblicazione, soprattutto nella previsione che sia quella intelligente).

3. Qui il discorso si divide in tre facili direzioni verso le lenzuola:
  • Nel caso in cui sia una baricchiana da Castelli di Rabbia, in bocca a lupo a voi. E' una ragazza che si è innamorata di un personaggio il cui nome vuol dire "Binario", un uomo che un bel giorno spunta dalla moglie (Jun) con il figlio mulatto avuto da una prostituta, e che perdona la coniuge quando si porterà a letto il suddetto bastardo.
    Dunque, strano a dirsi quella tra Rail e Jun (unici nomi da dover memorizzare) è una grande storia d'amore. Accennate a quanto vi abbia dato i brividi il "discorso sulla veranda, quando Rail confessa a Jun dove arriveranno i binari che sta costruendo" e a quanto Jun si sia rivelata una gran donna, forte e debole contemporaneamente. Sì, lo so, sembra strano, ma l'avrete già conquistata. Da questo momento in poi non avrà altro da chiedervi a riguardo.
  • Nel caso in cui sia una baricchiana da Oceano Mare, potete stare tranquilli. Il personaggio più interessante del libro è un tizio che ogni sera scrive una lettera d'amore alla sua donna immaginaria. Conserva tutte le lettere in una scatola di mogano e prevede, una volta individuata nella realtà la donna ideale, di consegnarle la scatola. Basta dirle, perciò, che anche voi sognate di consegnare quella scatola di mogano (se riuscite a procurarvi una scatola vera, sarete a cavallo. Il mogano costa, quindi basterà del legno normale e tanta vernice. Io l'ho fatto). A quel punto anche se la scatola sarà vuota, non avrà alcuna importanza.
  • Nel caso in cui sia una baricchiana da City, pesate ogni singola parola. Dovete giocarvela d'astuzia snocciolando semplici nozioni relative alle curiosità del romanzo. Saranno molto apprezzate frasi tipo: " Ho cercato per giorni la poesia di Robert Curts. Scoprire che Baricco si è inventato poesia e autore mi ha davvero stravolto"(sì, si è inventato tutto...); oppure "Anche io ho un quoziente intellettivo di 108" (il protagonista è un genio di 11 anni che possiede questo qi); o ancora "Che idea affascinante inserire un'avvincente trama da Western all'interno del romanzo!". Fidatevi non vi occorrerà altro.
4. Da questo momento in poi parlerà solo lei. A voi sarà semplicemente richiesto di stare in silenzio, non necessariamente ascoltandola davvero: annuite solo ogni tanto. Il vostro atteggiamento sarà interpretato come ulteriore componente di fascino, e a voi richiederà il minimo sforzo, con il sicuro risultato della camera da letto.