sabato

I miei uomini raccontati a mia figlia - #6 affinità elettiva

Ogni volta che ripenso a lui mi torna in mente la canzone di De Gregori...
"Ma se i tuoi occhi fossero ciliegie io non ci troverei niente da dire... "
Lui, i suoi occhi da ciliegia e la capacità di rassicurarmi. Per lungo tempo è stato l'unico capace di tranquillizzarmi nei miei momenti di agitazione più ansiosa e funesta.
Sin dal primo giorno in cui ci siamo visti siamo subito entrati in totale sintonia. Due sconosciuti che alle prime battute erano già capaci di concludere l'uno le frasi dell'altra. Non accade spesso. Buttati sempre a capofitto in relazioni così, che non ti sfuggano mai. Ci sono quelle intese al primo sguardo che hanno a che fare con una certa forma di sublime. È quel qualcosa che non ti fa sentire sola nelle notti della vita.
Le lunghe chiacchierate, interminabili, i sorrisi e quel modo di guardarmi e guardare il mondo, mi affascinava e ancora mi affascina.
Certe affinità elettive devono rimanere cristalline. Ho protetto tutto questo senza lasciare che niente lo scalfisse.
... Tuttavia non ho sempre agito così.

mercoledì

I miei uomini raccontati a mia figlia- #5 Il bacio di Hayez

Il quinto uomo di cui ti parlo è in tutto identificabile nel "Bacio" di Francesco Hayez


Cinico, imperscrutabile, terribilmente affascinante, è un uomo che riuscivo a decifrare solo attraverso l'attenta analisi del taglio delle labbra. Come il soggetto maschile del quadro, il fascino era tangibile solo attraverso dettagli brillanti, preziosi, unici. Passavo ore a escogitare battute pur di farmi regalare quel suo sorriso tagliente, raro e acuto. Vincevo, e lo percepivo, quando lo colpivo con una frase e lui semplicemente distoglieva lo sguardo e quasi sconfitto e orgoglioso non riusciva a trattenere quell'inarcare di labbra solo per me. E' un gesto che ormai mi appartiene e io l'ho imparato da lui.

Questo ricorda sempre: impara da chi ami. Rubane i gesti, le parole, i sorrisi, il modo di guardare.
E' questo l'unico modo per averlo tuo, per sempre.

venerdì

"Sei ironica: mi piace"

Una dolcezza autentica, un'innocenza così pura e genuina, quella pacatezza innata, profumata. Questo mi colpisce di te. La libertà sfrontata e la premura  tenera, per me completamente inaspettata.
Così sbarazzino rimani nudo a parlare, alzandoti disinvolto. Ti vesti solo dopo, poi, con lentezza. Non vi è traccia di alcuna fretta in te. E non sono abituata. Davvero mi chiedo cosa aspetti, e poi capisco che vuoi rimanere con me. E non hai fretta. E questo è un regalo prezioso.
"Non ho mai riso così tanto a letto con qualcuno. Sei ironica: mi piace."
Rimango incantata, tu non immagini quanto. Nel mio profumo di pineta, nutro una voglia senza pretese di te.