venerdì

Mago di Oz

Per arrivare alla Holden bisogna seguire un sentiero acciottolato.

Non è un obbligo, ma è il mio punto di riferimento. In una città nuova tutto può servire per orientarsi e io ho trovato questo dettaglio. Alla fine sono le cose piccole e immutabili quelle che, a volte, danno più sicurezza nel tragitto.
Oggi, quindi, percorrevo il sentiero e ragionavo giocando con i pensieri. Nel mio incedere pensavo a come abbia, a casa, un caro amico Uomo di latta e un Leone senza coraggio. Il primo è perfettamente al corrente di questa mia opinione, il secondo ancora non è in grado di vedersi e non credo di voler interferire così tanto nel suo processo meditativo. Gli uomini alla ricerca di se stessi sono la cosa più dolce, sbagliata e goffa che abbia mai visto.
Fino a quel momento, quindi, niente di nuovo, poi il ragionamento è caduto su di me. Già, me...
Scoprirmi, con una tale semplicità, uno Spaventapasseri senza cervello mi ha fatto davvero sorridere. Niente di più uguale: una creatura capace di una continua, incessante ricerca di sapere e di nuovi, ennesimi rimproveri sul non essere abbastanza intelligente, colta, preparata, fantasiosa, creativa.
Eccomi lì.
Non c'è da stupirsi se vado perfettamente a braccetto con gli altri due.
Andare dal Mago per sentirmi dire che un cervello già ce l'ho, è forse esattamente quello di cui ho bisogno.
Quando il Leone scoprirà che il coraggio dipende solo da lui, e quando l'Uomo di latta si concederà di coltivare un proprio cuore, allora forse anche la vostra Spaventapasseri capirà che la bulimica ricerca di prove per attestare la propria creatività, può finalmente avere tregua.

mercoledì

Rizes #9 - Vivere le distanze

Quando in Rizes manca qualcuno, non manca davvero.
Il nostro gruppo WhatsApp "Pleistocene al Bar" (vi si spiegherà anche questa un giorno) sopperisce alla distanza fisica, riducendola e quasi annullandola. Dico "quasi" perché è inutile prenderci in giro: la presenza fisica conta. Come puoi altrimenti abbracciare Lucia in un momento di sclero? Come puoi tirare una gomma a Nicola appena noti la sua palpebra destra calare sotto il peso della sonnolenza pomeridiana?
Non puoi...Ci sono le urla nei messaggi vocali e le frasi coccolose da scrivere, ma un abbraccio lo puoi dare solo quando torni.
La cosa certa è che le assenze non passano inosservate, si sentono, si avvertono in modo tangibile. Magari si sta anche un po' malinconici.
Tuttavia chi è distante non può fare a meno di fermarsi e guardare con grande ammirazione il movimento del gruppo. Li vedi muovere armoniosamente come uno stormo al tramonto, un'unica macchia nel cielo, compatta e chiassosa. Rimani immobile ad ammirarli, fiera di farne sempre parte anche se in quel momento non in volo con loro.
Così si affrontano le distanze in Rizes.