Quando in Rizes manca qualcuno, non manca davvero.
Il nostro gruppo WhatsApp "Pleistocene al Bar" (vi si spiegherà anche questa un giorno) sopperisce alla distanza fisica, riducendola e quasi annullandola. Dico "quasi" perché è inutile prenderci in giro: la presenza fisica conta. Come puoi altrimenti abbracciare Lucia in un momento di sclero? Come puoi tirare una gomma a Nicola appena noti la sua palpebra destra calare sotto il peso della sonnolenza pomeridiana?
Non puoi...Ci sono le urla nei messaggi vocali e le frasi coccolose da scrivere, ma un abbraccio lo puoi dare solo quando torni.
La cosa certa è che le assenze non passano inosservate, si sentono, si avvertono in modo tangibile. Magari si sta anche un po' malinconici.
Tuttavia chi è distante non può fare a meno di fermarsi e guardare con grande ammirazione il movimento del gruppo. Li vedi muovere armoniosamente come uno stormo al tramonto, un'unica macchia nel cielo, compatta e chiassosa. Rimani immobile ad ammirarli, fiera di farne sempre parte anche se in quel momento non in volo con loro.
Così si affrontano le distanze in Rizes.
mercoledì
Rizes #9 - Vivere le distanze
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento