C'era una volta un piccolo soldatino di bronzo. Non aveva un'armatura granché robusta e persino la sua spada era di solo cartone.
Aveva però un preciso compito. Se lo era prefissato una vigilia di natale, quando gli era nata la terza nipote: "Sarò il suo paladino!" si disse e così fu.
Senza timore, senza un briciolo di paura, avrebbe affrontato giganti e montagne, avrebbe solcato i mari, l'avrebbe protetta dai pericoli, dalle canzoni tristi, dai volti più crudeli. La sua armatura diventava scintillante quando pensava a lei, e la cosa più preziosa che poté regalarle fu il valore della complicità.
Ne divenne compagno di giochi quando fu bambina e confidente dei sogni più assurdi quando fu ragazza. Seguiva e entrava in ogni storia lei inventasse. Da difensore si tramutava in alleato; da sognatore, all'occorrenza, diveniva salda roccia per poterle permettere di volare alto, senza timore di essere trascinata via dai venti.
Un giorno, poi, capí che la bambina diventata ragazza, proprio per il carattere che lui amava tanto, non avrebbe potuto fare a meno di inseguire le ventose giornate, di farsi completamente rapire anima e corpo dal turbinio dei venti.
Allora decise di insegnarle a riconoscerli tutti, perché così, in qualsiasi momento, lei avrebbe avuto modo di far ritorno da lui. Con in mano la rosa dei venti, lei decise di partire.
Lui la abbracciò e per la prima volta ebbe paura accanto a lei.
La lasciò andare ragazza e non ebbe più modo di vederla diventare donna.
I dieci giorni di viaggio si sono tramutati in dieci anni.
Si aspettano ancora, da qualche parte, lei in perenne volo e lui, roccia salda, scrutando il cielo in attesa che cambi il vento e che giunga finalmente il maestrale a riportarla tra le sue braccia.
è solo nella parte più intima di sè che trovano posto le persone amate, con le quali abbiamo condiviso anche solo un piccolo sogno e ci piace ricordarle con nostalgica emozione.
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