Il nome Rizes l'ho sentito pronunciato nei modi più disparati:
Rizè (probabilmente da chi ama la lirica e cede facilmente ad assonanze);
Raizs ( da anglofoni sperduti e nostalgici);
Rizis (carino, a pensarci);
Isis (di questo ancora non ci capacitiamo della cosa...).
Ma da cosa è nato il nome? Come è stato tirato fuori dalle nostre menti? quale operazione maieutica è stata elaborata dietro per portarci a questo arzigogolato titolo?
Diciamo che la componente di maggioranza di ex studenti di liceo classico ha segnato marcatamente la volontà di provare con una terminologia greca.
Eh sì, perché il termine è greco, si pronuncia per come è scritto e vuol dire "radici".
Un buon vecchio vocabolario Rocci vi potrebbe quindi essere di aiuto per la declinazione (tra l'altro il Rocci ha un'esilarante pagina fb che vi suggerisco di visitare).
Non fu facile trovarci, però, tutti d'accordo su un nome. E passarono lunghe settimane prima di decidere.
Era certo il concetto di attaccamento al territorio, di amore per la tradizione più genuina, di voglia di fare rete e farci comunicazione di un pensiero. Il nome radici venne fuori così, però continuava a suonarci cacofonico.
Quindi andammo a cercare in diverse lingue come poteva essere pronunciato, detto, tradotto. Personalmente controllai anche nel vocabolario Klingon ma reputai che 'oqQar non andava comunque bene.
Infine Marta prese il suo Rocci e scoprimmo il melodioso Rizes.
Certo...ancora ora c'è chi un po' storce il naso (Nicola), chi sostiene che sia un nome non poi così tanto armonioso (sempre Nicola), chi fa notare come generi spesso confusione, seppur solo per un istante (aridanghete Nicola), e chi ancora non ha digerito l'aver scartato il nome "Arteonauti" da lui proposto ( indovinate chi?).
Rizes: come è scritto si pronuncia, nel modo più chiaro e semplice che c'è :)
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Compagni di viaggio
Alla fine dei conti penso di non volere altro. Non voglio stabilità, non desidero niente di duraturo. Tutto ciò che mi suggerisce permanenza mi rende solo inquieta.
Alla fine dei conti io cerco solo un compagno di viaggio. Un uomo con cui condividere le avventure. Da amare nella durata di una trasferta. Da amare nel bel mezzo del vorticoso cambiamento e condividere con lui quella frenesia, follemente.
Alla fine dei conti io non pretendo niente se non fedeltà lungo quel tragitto, e la promessa che prima o poi il viaggio finirà. Noi cambieremo e saremo grati l'uno con l'altra, come buoni amici.
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