Avevo commesso un reato, roba piccola, forse un piccolo furto, scappavo con il mio complice. Lui era la mente ed era la trasposizione in un ventisettenne di Biagio, il vagabondo di "Lilli e il Vagabondo" (sempre avuto un debole per quel cane). Saliamo su un tir, lasciando nel parcheggio la nostra macchina, così, per depistare le ricerche. Facciamo un po' di strada, poi lui ferma in tir in una discesa, mi dice che va a piedi a recuperare la macchina e mi lascia lì da sola ad aspettare. Gongolavo nel gabbiotto, mi distendevo e dondolavo in aria le gambe. Mi sentivo una bambina, e me lo dicevo anche, e il gabbiotto diventava sempre più gigantesco, cresceva sempre più ed io ero sempre più piccola davanti a questo sterzo enorme. Ad un certo punto il tir inizia a muoversi, perde il controllo e va giù senza freni verso un incrocio con cantieri aperti e fossi, e macchine. Cerco così di evitare il disastro facendo slalom tra gli ostacoli e infine mi butto dal veicolo. Vengo così salvata dalla gente accorsa, piango e piango senza sosta, faccio la vittima (anche perché avevo il carbone bagnato del reato), non parlo del complice, dico che sono sola e afflitta. Così mi portano in un residence e lì aspetto Biagio. Compare così un gatto grigio nel giardino e capisco che è lui trasformato. Nel sogno so bene che è capace di queste metamorfosi. Gli dico che era scomparso e che mi aveva lasciato nei guai, sono arrabbiata con lui e tentenno ad assecondare il suo incitarmi a riprendere la fuga con lui. In giardino arriva la governante incuriosita dal mio dialogo con il gatto. Lo allontana, inizia una vera e propria caccia in cui io incito la donna a scovarlo: per dispetto. Lui quindi si nasconde la sbeffeggia; poi si secca e si trasforma in un uomo dalla testa di gatto. La donna urla terrorizzata, ma io la convinco che quello che ha visto esiste solo nella sua testa. Che io vedo un gatto normale e solo lei un mostro.
Vedo tanto di me. complice, rea, senza controllo, vittima, dispettosa per vendetta, in difesa di un mostro.
Nessun commento:
Posta un commento