Mio nonno era un piccolo imprenditore edile. Aveva la sua piccola azienda e i suoi pochi operai. Non era una persona caratterialmente adatta a questo mestiere. Semplicemente non si faceva rispettare dai committenti e di volta in volta veniva pagato in ritardo...se veniva pagato.
La moglie brontolava spesso questa sua mancanza di polso e ogni volta sperava andasse diversamente. Una sera accadde che la donna vide parcheggiato un camioncino davanti casa. Sapeva che l'ultimo cliente di mio nonno, avrebbe portato loro qualcosa come anticipo immediato di pagamento e si mise in testa che quel camion contenesse cibo e primizie che sarebbero state consegnate l'indomani. La povera donna passò tutta la notte a liberare armadi e dispense per fare spazio a tutta la roba che le sarebbe stata recapitata.
Ma il giorno dopo nessuno bussò alla porta, nessuno si presentò. Il camion se ne ripartì. Non doveva consegnare assolutamente nulla.
Rimaneva solo una sciocca dai vuoti armadi e dalle vane speranze.
Questa è la mia paura. Provare un tale sconforto. Ogni volta che mi viene promesso qualcosa che poi non è mantenuta, ogni qualvolta vivo una aspettativa con tale intensità, mi avvicino a quella sensazione angosciante.
La mia più grande paura è essere quella donna.
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