Durante la "riunione creativa" ci chiudiamo nella stanza delle idee. Questa consiste nella stessa solita stanza di sempre, ma ai nostri occhi, in quelle ore, appare più colorata, forse più calda o fredda (a seconda della stagione), stracolma di cose da sempre lì ma che è come se vedessi per la prima volta.
Io arrivo in ritardo. Sono una persona notturna. Le idee, quelle visionarie e più sincere mi vengono dopo ore e ore di veglia, quasi fino all'alba. Questo comporta che la mattina io sia sì carica di idee ma anche di sonno, e di conseguenza arrivo in ritardo (...e assonnata).
La scena che si trova entrando in casa è la seguente:
Lucia siede sulla soglia della stanza davanti al suo portatile, ascolta buona musica e guarda quante più immagini disparate trovi sul web (le più disparate, giuro). Le passi accanto sorridendo e lei ti saluta come se ti avesse visto mentre era un attimo affacciata alla finestra di casa: poi rientra in se stessa, indaffarata com'è a svuotare e riempire i mille cassetti della sua mente.
Nicola dondola su se stesso. Rannicchiato nell'angolo più remoto del suo divano a elle, dondola avanti e indietro. Come l'asta di un metronomo, segue (o detta) un ritmo cangiante, che sente solo lui. Ogni tanto penso che abbia in testa un brano di Gershwin, me lo canticchio pure, cercando di intercettare qualche attacco di battuta, da qualche parte, ma niente. Si ferma solo quando a qualcuno viene il mal di mare e a quel punto salta giù dal divano e inizia a fare i chilometri per la stanza. Poi finalmente rimane bloccato, come sospeso, e allora tutti noi capiamo che è il momento della rivelazione e lo ascoltiamo in religioso silenzio.
Riccardo non lo vedi subito.
Di lui vedi solo un braccio, aldilà del dondolio nicoliano, che perpendicolare al pavimento, muove un gesto di saluto seguito da uno squillante "Ciao Vale!". Fai qualche passo avanti e lo trovi disteso di schiena a terra.
"Sempre il solito problema alla schiena?"
"Sempre quello"
Ormai siamo tutti d'accordo a lasciargli pensare che crediamo davvero a questa storia. Lui arriva, dice che ha mal di schiena e si distende. Persino Miele il gatto, va lì a fingere di dargli due coccole per consolarlo e lenire il dolore.
La verità è una: Riccardo guarda le nuvole. Le guarda al di là del soffitto, riesce a vederle comunque, sempre e più di noialtri.
Marta è l'unica interlocutrice pratica della situazione.
Siede in posizione centrale nella stanza, e io me la immagino sempre con in mano un retino per farfalle. Lei si è scelta il ruolo di cacciatrice e con occhi vispi e orecchie tese afferra le estemporanee di una parte e i sussurri sibillini dell'altra e da lì elabora ad alta voce spronando tutti a dire la propria. Cuce brandelli di idee con una abilità pari a quelle delle ricamatrici orientali. Senza di lei saremmo semplici pezzi di stoffa colorata.
Sabi e Ire sono le fate madrine. Invocate nel momento di maggior dubbio compaiono virtualmente, sempre raggiungibili e pronte a fare qualche loro magia e darci preziosi spunti.
Così nascono le buone idee in Rizes.
martedì
Rizes #7- come nasce un'idea: quella buona
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