venerdì

Tramontana

Poi ci sono quei giorni freddi in cui sei sola con te stessa e non riesci a convivere con una certa parte di te. Pensi a tutti quegli uomini che ti hanno fatto sentire sporca, inadeguata, usata. Scandagli ogni singola situazione del passato e, niente, c'è quel senso di vergogna, quella umiliazione, che ti immobilizza il pensiero. Rimango nella lordura di emozioni e pensieri. 
E ogni volta mi ripromettevo che non avrei più permesso le mancanze di rispetto, che avrei preteso, meritato gentilezza, riconoscimento, o più semplicemente una sincera giustizia. Quella giustizia di sentimenti, quella onestà coraggiosa, per cui ti stavi prostituendo l'anima.
Ogni volta invece scendevo a patti con me stessa, accettavo di sbagliare, di essere sbagliata. Accettavo di avere a che fare con uomini che mi rendevano sbagliata. 
Ecco, nelle giornate fredde, a volte, penso a questo per lasciarmi punire dalle temperature. 
Per congelare dentro. 
Per sentire gli aghi dolorosi, ovunque. 
Per non potersi muovere e per rimanere sofferente per il proprio gelo: quello che ti è stato creato dentro da uomini che meritano solo di essere dimenticati.

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